Comunicare nell’era della disattenzione

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“Sai comunicare nell’era della disattenzione?”

Ciao e benvenuto in questo nuovo articolo.

Io sono Gabriele Gugnelli, Ceo & Co-fouder di VideoAnimate, azienda in cui, grazie all’animazione, aiutiamo le aziende a semplificare la comunicazione del loro prodotto o servizio.

E oggi voglio parlarti di un argomento molto importante per la tua attività: la comunicazione nell’era della disattenzione. Ti dico fin d’ora che a causa della disattenzione rischi di perdere moltissime vendite.

Partiamo subito!

Cosa è cambiato da “ieri” a “oggi”?

Sta diventando sempre più evidente, ma non ancora abbastanza consapevole, quanto sia cambiato il modo delle persone di interagire con la comunicazione oggi.

Perché?

Da quando nelle nostre vite sono entrati gli smartphone e i social network, è cambiata tantissimo anche la modalità in cui interagiamo con il business, cercando di resistere a tutti gli stimoli ai quali siamo sottoposti.

Siamo costantemente invasi da notifiche di ogni genere: di lavoro, di famiglia, commerciali…

Questo ha portato le persone ad avere un tasso di distrazione altissimo.

Non ci credi?

Microsoft, tramite una ricerca compiuta nel 2013, aveva verificato che la soglia dell’attenzione delle persone era passata da 12 a 8 secondi (minore a quella di un pesce rosso!)…

Oggi la situazione sarà sicuramente peggiorata.

Ma questa non è l’unica statistica che dimostra questo fatto:

  • Da quanto esistono gli smartphone, si possiede un “senso di controllo” continuo che porta a guardare il telefono fino a 200 volte al giorno… considerando 8 ore di sonno in una giornata, questo equivale a controllare il telefono una volta ogni 4,8 minuti;
  • Non solo… oggi siamo assuefatti da dopamina, ovvero quel recettore nel cervello che rilascia piacere. Cosa c’entra con i social? Proviamo questo senso di piacere ogni qualvolta che controlliamo una news, quanti like ha un post, chi ha commentato…

Questo ha delle conseguenze!

Tutti i tuoi potenziali clienti sono diventati dannatamente impazienti e, di conseguenza, non leggono più il tuo sito web, non ascoltano più i tuoi commerciali ma soprattutto non vogliono sprecare tempo ed energie nel tentare di comprendere come il tuo prodotto/servizio li possa aiutare.

Come evitare di trovarsi in questa situazione?

Per rispondere a questa domanda ti invito a continuare la lettura…

Andiamo per gradi: perché questo succede?

come funziona il filtro interno nel nostro cervello?

Per essere informati a dovere riguardo a come agisce l’uomo nei confronti degli stimoli esterni abbiamo fatto una ricerca di neuromarketing, cercando di capire come funziona il nostro cervello.

Il problema è il seguente: se permettiamo al nostro cervello di dare la stessa importanza a tutte le informazioni che riceviamo, va in tilt e non riesce a sintetizzare e decidere.

Pensaci…

Quante volte ti capita di non ricordare dove hai appoggiato il mazzo di chiavi poche ore prima, o di non ricordare il nome di una persona appena conosciuta?!

Devi sapere infatti che il nostro cervello brucia il 20% delle energie del nostro corpo: più di ogni altro organo.

E per evitare che vengano tutte sprecate nell’immediato possiede un filtro interno, un sistema difensivo.

Per spiegarti meglio questo concetto è necessario che tu conosca le seguenti nozioni scientifiche…

1.1.1               non uno… ma tre cervelli!

Il nostro cervello è formato da ben tre parti:

  1. Cervello rettiliano: ha la funzione strettamente legata alla riproduzione, alla respirazione, all’alimentazione e tutto quello che porta alla sopravvivenza umana;
  2. Cervello limbico: si occupa della parte emozionale e di contestualizzare le situazioni affinché vengano mantenute le relazioni sociali;
  3. Neo corteccia: al suo interno sviluppiamo il pensiero cosciente.

I primi due cervelli fanno parte del “Sistema 1”, un sistema istintivo, di sopravvivenza; il terzo invece del “Sistema 2”, il sistema razionale.

Ora ti starai chiedendo a cosa serve sapere tutto questo!

Te lo spiego subito:

È importante conoscere queste differenze in modo tale da riconoscere che molte informazioni non arrivano alla neo corteccia ma si fermano prima, perché vengono filtrate.

E il filtro del quale ti sto parlando è stato definito metaforicamente “il guardiano del cervello”, ovvero il sistema RAS (Reticular Activating System) che valuta quali informazioni passare al Sistema 1.

In seguito, solo se le ritiene importanti, coinvolge il Sistema 2, per risparmiare più energia possibile ed evitare la sovra-stimolazione.

Detto questo…

Il tuo obiettivo qual è?

Ovviamente è comunicare in maniera tale da, innanzitutto, attirare l’attenzione della persona alla quale ti rivolgi e, in seguito, portare l’informazione alla corteccia cerebrale.

In caso contrario, se questo non accade, il messaggio che volevi comunicare non verrà colto e il tuo prodotto/servizio sarà presto dimenticato.

Prima di mostrarti alcuni elementi molto potenti grazie ai quali puoi colpire una persona direttamente nella sua parte primordiale, voglio mostrarti un secondo studio, altrettanto importante per comprendere al meglio come agire nell’era della disattenzione.

la curva dell’azione: motivazione e comprensione

Secondo il modello di B.J. Fogg, la curva che porta il tuo cliente ad acquistare o semplicemente ad agire e informarsi in maniera più approfondita riguardo al tuo prodotto, è definita da due variabili:

  • La motivazione, spinta dal senso di urgenza: più sarà alta, più l’azione verrà completata in breve tempo;
  • La comprensione: al contrario della motivazione, meno sarà complicato svolgere un’azione, e più sarà facile che quest’ultima venga compresa.

A cosa ti serve sapere tutto questo?

Ritorniamo a noi e all’ambiente pieno di stimoli nel quale ci troviamo…

Il livello di motivazione non può essere l’elemento principale sul quale fare leva, perché, come ti ho detto, il cervello non può spendere troppe energie per qualsiasi cosa.

L’elemento sul quale lavorare può invece essere la facilità di comprensione: dare alla persona la sensazione di aver compreso perfettamente con che cosa sta interagendo.

Questo diventa un elemento fondamentale nel percorso che porterà il tuo potenziale cliente dall’acquisizione alla vendita, perché è proprio la comprensione che permette di memorizzare.

Quando si memorizza un brand, e il perché proprio questo brand è un punto di riferimento per un determinato settore, si è portati a fidarsi di più e a sceglierlo tra i vari concorrenti.

Oggi più che mai, una delle chiavi fondamentali per poter arrivare alla vendita del tuo servizio/prodotto passa dalla facile comprensione.

Quindi…

come attirare l’attenzione del tuo potenziale cliente?

Parti dal seguente concetto:

Il tuo prodotto/servizio deve rispondere ad un determinato bisogno primario, grazie al quale potrai comunicare con il cervello primordiale, totalmente istintivo.

Se riesci a identificare qual è il bisogno primario dietro al tuo prodotto/servizio e lo comunichi, puoi colpire questa parte di cervello che automaticamente passerà la palla alla corteccia cerebrale.

Quali sono questi elementi?

  1. Il risparmio di tempo;
  2. Accumulare risorse, poter guadagnare di più;
  3. Risparmiare risorse, ovvero soldi;
  4. Far crescere le relazioni sociali;
  5. Desiderio di essere generosi;
  6. Migliorare lo status sociale;
  7. Desiderio di un significato, ovvero un senso di appartenenza.

E come colpire la persona portandola ad associare ciò che vendi ad un bisogno primario?

racconta la tua soluzione con una storia.

È scientificamente provato quanto le storie oggi abbiano un potere enorme nell’influenzare l’interesse delle persone quando si avvicinano ad un prodotto/servizio.

Creare un contenuto che possa raccontare una storia permetterà sicuramente di aumentare l’attenzione e di memorizzare le informazioni fondamentali che vuoi dare come beneficio al tuo potenziale cliente.

Elimina tutte quelle frizioni nel percorso di acquisto che portano il tuo pubblico a pensare e dover prendere decisioni.

Cosa devi fare?

Trovare il modo giusto per sintetizzare, informare, emozionare e intrattenere il tuo target di riferimento affinché il tuo potenziale cliente si interessi al tuo prodotto/servizio, si informi, si appassioni e lo compri.

E l’ANIMAZIONE è il metodo più facile ed efficace per farti comprendere anche dal cliente più distratto.

Funzionerà anche nel tuo caso?

Scommetto che sei curioso di scoprirlo… MA prima ancora di rispondere a questa domanda, è bene che tu sappia quanto effettivamente è complesso ciò che fai.

Clicca qui sotto per fare il test che abbiamo creato per te, in modo da iniziare a semplificare la comunicazione e ottenere maggiori risultati.

Cosa aspetti?

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